Infine, il terzo passo riguarda l’interazione con il cliente per individuare i suoi reali bisogni futuri e per quantificare la rendita mensile netta desiderata per vivere serenamente anche durante il periodo pensionistico, per poi intervenire nel caso di insufficienza della pensione pubblica.

Infatti, qualora la rendita mensile non risultasse sufficiente a garantire il tenore di vita desiderato al momento del pensionamento, si potranno consigliare i migliori fondi pensione disponibili sul mercato della previdenza integrativa, oppure, in altri casi, si potrà valutare la convenienza del riscatto di laurea e calcolare i costi/benefici di accrediti figurativi e contribuzioni volontarie. 

La lunga esperienza professionale sul campo finanziario consentirà di impostare un piano previdenziale efficiente e conveniente, libero da ogni conflitto d’interesse, mettendo in confronto tutti i tipi di fondi pensione (aperti, come i Pip, o negoziali, con versamento del Tfr).

Va anche sottolineato che la strategia più adeguata e personalizzata dovrà tendere a massimizzare il tenore di vita durante il pensionamento e non a generare maggiore ricchezza.